Nella I Stazione 

        .... Gesù viene condannato a morte. Gesù, Tu che sei davanti alle tue creature, condannato dall'uomo senza la tua voce, noi siamo qui, davanti a Te per implorare il tuo perdono, per chiedere, a nome di tutte le creature che ci hanno preceduto, la misericordia del Padre tuo per quanto i rinnegati, figli della terra, hanno fatto alla tua persona.

        Oggi, a distanza di secoli, noi Ti imploriamo di ascoltare la nostra voce che si eleva al di sopra di quella del male perché Tu possa non immolarTi di nuovo per i figli sì ingrati ed infedeli alla tua verità.

        Noi Ti supplichiamo, Signore, per questo tuo Figlio così calunniato ed indifeso, perché tutto non abbia a ripetersi invano. L'uomo di questa generazione, Signore Iddio, non ha fatto nulla per Te e per tuo Figlio, che noi rivediamo alla mercede, come allora, di creature al servizio del male.

 

Nella II Stazione

        .... si contempla Gesù che prende la croce, questa croce che il Signore fa sua per tutto il genere umano, gesto d'amore da parte del Signore per ogni creatura che popola questa terra, ma la croce è anche l'arma che ci dona il Signore, che ogni creatura dovrebbe fare sua perché un giorno questa venga sostituita dal Signore con la gioia e la pace che il Signore elargisce nella misura con la quale la creatura terrena la fa sua.

        Per questo tutti noi qui riuniti Ti preghiamo, Signore, in ginocchio, e Ti ringraziamo per quanto Tu hai fatto per il genere umano.

        Signore, Ti osserviamo con amore perché Tu meriti amore in questo momento particolare, quando con la croce Tu carichi, sulle tue spalle, il peso di milioni e milioni di peccatori che Tu salverai dalla morte dell'anima, purché tutto abbia una rispondenza di amore nel loro cuore.

        Tutti i giorni, Gesù, Tu sei crocifisso, tutti gli istanti che noi viviamo Ti crocifiggiamo, e non lo comprendiamo, ma in questo momento il cuore nostro è accanto a Te, e con Te, Gesù, nel piccolo cuore e nel grande cuore, c'è l'amore che Ti deve aiutare, c'è l'amore che Ti deve confortare, c'è l'amore che Ti deve sostenere perché noi di questa generazione non possiamo fare altro, noi di questa umanità così lontana dal tuo cuore abbiamo solo l'amore che Tu ci hai insegnato e la preghiera pronta per innalzarla al cuore del Padre tuo e nostro.

 

Nella III Stazione

        .... Gesù, il divino Figlio di Dio, cade sotto la croce per la prima volta. La sua vita è in balia di coloro che non hanno la sua voce. Gesù cade sotto il peso della croce perché Egli deve essere creatura tra le creature, soffrire come una creatura della terra, per poi essere davanti al suo Genitore con tutta la purificazione che le sofferenze Gli infliggono.

        Noi Ti guardiamo, Signore, e non osiamo avvicinarci a Te, non osiamo aiutarTi quando il peso di questo legno Ti schiaccia, ma Tu sei il Signore della misericordia: Tu sai che noi in questo momento siamo davanti a Te per supplicarti di perdonarci, per accettare le nostre preghiere, il nostro amore, affinché Tu non Ti senta solo.

 

Nella IV Stazione

        .... si contempla l'incontro del Signore con la sua Madre, gesto d'amore di Dio nel far incontrare, prima della sua immolazione, la Madre celeste con il suo Figliuolo.

        Incontro, creature della terra che ci ascoltate, straziante per la Madre obbediente alla volontà del Padre: il Figlio è tutto in quell'incontro. Non bastano parole per comprendere la pena rassegnata di questa Madre e l'accettazione di tutto il suo calvario, di Gesù potente perché Figlio di Dio, creatura della terra, in questo suo abbandono ai voleri divini.

        Chi siamo noi, Signore, che ad ogni minima sofferenza ci ribelliamo: chi siamo noi, che rifuggiamo da ogni pena perché davanti a Te la riteniamo ingiusta; chi siamo noi che, davanti a questo incontro, non apriamo il cuore al Signore?

        Signore del cielo e della terra, Tu che potevi rifuggire da questo dolore che hai fatto tuo per amore delle creature, noi Ti imploriamo perché Tu possa perdonare il nostro egoismo, le miserie che ci rendono insofferenti, il male che spesso ci coinvolge e facciamo nostro.

 

Nella V Stazione 

        .... si contempla come nostro Signore viene sollevato dal peso della croce da un uomo preso sul posto. Quest'uomo rappresenta per il Signore la bontà che emerge dopo la servitù del male. Quest'uomo, che non riesce a spiegarsi perché viene scelto dal soldato, non pone resistenza ma obbedisce ad una voce interna che lo spinge a prodigarsi per il Signore, e questo è la manifestazione della volontà divina attraverso un gesto che deve segnare nell'umanità la prevalenza del bene sul male.

        Ma ora che siamo davanti a Gesù, piegato in due sotto il peso del legno, noi ci rivolgiamo a Lui con il cuore colmo d'amore, per invocare il perdono e la sua misericordia. Tutto quanto avviene, Signore, davanti ai nostri occhi, ci colma l'animo di pietà, non per il Figlio di Dio, ma per quello che rappresenti nei secoli attraverso la tua immolazione.

 

Nella VI Stazione 

        .... si contempla come una donna della strada asciuga il volto del Signore: gesto, questo, di amore e di pietà verso una creatura provata dalla sofferenza. Il Signore Iddio premia questo atto d'amore lasciando sul panno bianco l'effigie del suo Figliuolo e questo, che a molti appare un gesto facile da eseguire, è un atto ancora d'amore che Dio permette di manifestare attraverso la sua creatura su quanto di cattivo e ingiusto sta accadendo.

        La vita del Signore Gesù è nelle mani di coloro che, senza la voce di Dio, operano su di una creatura innocente la propria servitù maligna; perché l'uomo di allora e l'uomo di oggi sono la stessa creatura sopraffatta dal male poiché non ha la voce del bene nel cuore. Ma se allora l'ignoranza dominava il cuore dell'uomo, ed egli era lontano dal Signore, ora la creatura che si definisce figlia devota del Padre celeste uccide sempre più la parola di questo Figlio diletto che ha dato la sua vita per le creature della terra invano.

 

Nella VII Stazione 

        .... si contempla come nostro Signore cade per la seconda volta davanti alle creature della terra, ma tutto si svolge con ritmo serrato da parte dei soldati, fautori di sofferenze inaudite per il Figlio di Dio.

        Noi non siamo che le stesse creature, che osserviamo il lapidare che le nostre azioni compiono in ogni istante nel cuore del Cristo che in questo momento, come una creatura terrena, soccombe sotto la sofferenza del corpo; ma Egli ci osserva e dice al nostro cuore: ecco il vostro Signore, Colui che, fatto creatura tra le creature, sta subendo come un vile delinquente ogni mortificazione per voi, creature che non avete mai un pensiero d'amore per Colui che ha dato la sua vita per voi, in cambio di un poco d'amore per il vostro Signore e padrone.

        Come allora noi non muoviamo un dito, non facciamo un passo che ci avvicini a Te, Signore, perché l'aridità del nostro spirito invade ogni piccola parte del nostro corpo. Noi, Signore al Quale rivolgiamo il nostro pensiero e il nostro cuore contrito, noi, Signore, Ti chiediamo perdono, Ti supplichiamo di concederci quanto noi non abbiamo per avvicinarci al tuo cuore.

 

Nella VIII Stazione

        .... Gesù incontra sul suo cammino un gruppo di donne, alle quali da uno sguardo, senza dir parola. Questo incontro mette in primo piano la bontà che incomincia a farsi strada nel cuore della creatura, e da questa Gesù attinge tutta la forza per continuare il suo cammino.

        La presenza di queste creature che fanno sentire nel cuore del Signore un barlume di amore, è indice di misericordia da parte di Dio, il Quale permette a queste donne di manifestare alla creatura sofferente quanto di bene può essere dato quando la creatura ha in sé l'amore di Dio. Nulla passa inosservato, in questa Stazione, che non ci faccia meditare come la creatura può dalla sua presenza far sentire l'amore e la pietà; come, dal suo aspetto, la creatura che possiede il bene lo può far sentire in chi ci è vicino: è questo un esempio di amore che la creatura può, possedendo Dio, trasmettere in un altro essere terreno. Ma noi non siamo le creature che Tu hai incontrato, Gesù, noi siamo di questa generazione, che non abbiamo fatto nostro nulla del tuo dolore, noi lo fuggiamo perché non vogliamo soffrire, noi non lo sentiamo nostro perché la ribellione della nostra volontà è sempre pronta a rinnegare, quando qualcosa coinvolge la nostra vita e ci porta dolore.

 

Nella IX Stazione

        .... si contempla come Gesù cade per la terza volta sotto il peso della croce. Con questa caduta il Signore ci permette di risollevarci sempre, quando le nostre colpe ci portano al peccato, e quindi la sua caduta simboleggia la debolezza dell'uomo, ma anche il coraggio e la volontà di riprendere il cammino perché la volontà, quando è con Dio, sente la forza della rinascita davanti al Signore e al prossimo. Ma noi in questa caduta non vediamo che la stanchezza fisica della creatura umana sotto il peso della croce; è la sua sofferenza che Lo porta ad abbattersi, per la terza volta, davanti alle creature che Lo osservano indifferenti al suo dolore.

        Noi, Signore, siamo tra queste creature che non hanno avuto pietà del tuo corpo martoriato, non hanno partecipato a questa tua nuova sofferenza, ma ci ripromettiamo, davanti a Te, di non essere più deboli, lungo il cammino che per noi hai tracciato sulla terra.

        Noi Ti promettiamo di vivere nella tua volontà per rendere a Te, almeno in parte, quanto Tu hai fatto per queste creature così lontane dalla tua persona.

 

Nella X Stazione 

        .... si contempla come Gesù viene messo a nudo davanti al popolo assetato della sua morte. Questo gesto, che mette a disagio la Creatura di Dio, è quanto di più abominevole si possa recare al cuore del Signore. Egli, Creatura di Dio, Figlio diletto del Padre suo, è così svergognato davanti agli occhi dei presenti, perché la sua figura sia denigrata e beffata da coloro che sono i fautori di tanto abominevole agire, ma la volontà del Signore concede ancora questo atto al Padre suo, perché tutto si compia per quanto era stato scritto.

        Nulla si è fatto per Te, Signore, nell'arco di questi secoli, nulla l'uomo della terra Ti ha servito per mitigare, arenare questo tuo disagio che Ti ha fatto tanto soffrire, perché la creatura terrena non sa che, fra le tante sevizie subite, questa è stata quella che ha lacerato il tuo cuore.

        Tu, Signore, che Ti sei lasciato andare nelle mani di queste creature senza la tua voce, hai dimostrato al mondo che tutto Tu hai subito per il bene della creatura che Tu dovevi riscattare davanti al Padre tuo.

 

Nella XI Stazione 

        .... si contempla come Gesù, preso con la forza, è steso sulla croce e crocifisso con acutissimi chiodi.

        Tutto quanto avviene in questa Stazione è indice di malvagità, di crudeltà verso un uomo innocente davanti a Dio suo Padre e al prossimo. Ma la creatura che non possiede la voce del Signore si comporta così, nello stesso tempo, verso il Signore e verso il suo prossimo. Nulla è di umano quando si è accecati dall'ira, dalla cattiveria, ma soprattutto quando non si ha nel cuore la voce di Dio.

        Signore Gesù, guardaci: siamo intorno a Te con il cuore offerto a Te, con l'amore che Tu ci chiedi, con il desiderio di lenire e ricompensare quanto hai fatto con l'immolazione della tua vita. Questa parte di umanità che è qui a servirTi, è con Te, Gesù, su questa croce innalzata al mondo per richiamare la creatura di Dio a cambiare la sua vita davanti al Signore e al prossimo. Ma tutto questo noi lo rimiriamo con un occhio distaccato, con i pensieri alle miserie della terra, con il cuore altrove, e nulla Ti offriamo, Gesù crocifisso, che arrivi al tuo cuore, nulla Ti diamo del nostro, per ricordarTi che noi siamo i tuoi fratelli e che tutto dobbiamo al tuo cuore, al Padre tuo e a questa Madre celeste che Ti mira con lo strazio nel cuore.

        Noi siamo i tuoi figli ingrati, noi siamo le creature che non riescono a dimenticare sé stesse davanti alla sofferenza degli altri, davanti al dolore del fratello, perché noi siamo degli egoisti, e basterebbe darTi uno sguardo per comprendere il tuo insegnamento, la tua generosità, il tuo amore infinito ed essere, nella nostra vita, come Tu ci desideri.

        Gesù, Tu che da lassù ci guardi, non con gli occhi di una creatura disperata, ma con l'amore che ci offri ancora e sempre, noi Ti preghiamo: stendi la tua mano e raccogli quanto in questo momento Ti affidiamo con il nostro cuore .

 

Nella XII Stazione

        .... si contempla come Gesù muore sulla croce. E' questo l'ultimo atto al quale l'uomo terreno assiste, perché egli non ha nel cuore la voce del Signore.

        Chi può immaginare l'indifferenza davanti a questa scena? Chi può immaginare la paura che alcune creature vivono al cospetto del Signore senza essere intenerite dalla sofferenza che emana questo corpo così tormentato? Chi, dei presenti, non versa una lacrima? Eppure qui ai tuoi piedi ci sono le stesse creature, che assistono al tuo olocausto senza intenerirsi davanti a questo straziante addio tra la Madre e il Figlio diletto, Gesù.

        Ma noi comprendiamo che il cuore dell'uomo si è indurito attraverso il tempo, ha mutato la fede, ha accettato tanti compromessi per vivere in una dimensione che ha ferito il tuo cuore, che ha offeso il Padre tuo, ma tutto questo rimane senza risposta alcuna nel cuore della creatura di oggi.

        Tu sei in croce, Gesù, con gli ultimi secondi che Ti fanno appartenere alle creature della terra, e nulla è cambiato, nulla è avvenuto per quanto Tu speravi che accadesse. Le ombre del cielo e il mutamento della natura non ha facilitato nella creatura se non il timore, la paura, e da questi segni alcuni hanno riconosciuto Te come Creatura divina. Solo il timore li ha fatti avvicinare a Te, come oggi la creatura della terra Ti invoca quando non spera più nella creatura terrena. Anche quando l'uomo è portato al male, Ti invoca, come una sorta di protezione, e non Ti chiama perché Tu sei il Dio dell'amore; non Ti invoca perché ricorda che tutto, nella sua vita, è voluto da te, dal Padre tuo.

 

Nella XIII Stazione

        .... Gesù è prelevato dalla croce, e tutto, per il mondo che l'osserva, si è compiuto.

        Non una sofferenza si sprigiona da quanto è stato fatto, perché le creature della terra lo considerano un avvenimento comune e quindi, una volta assistito alla crocifissione e alla morte della creatura, tutto riprendeva il suo ritmo e nulla restava di quanto era accaduto. Ma Cristo non era una Creatura comune, bensì un Dio sceso sulla terra, nella sua integra potenza, avendo il fine di riscattare le creature che non avevano rispettato quanto Egli, millenni prima, aveva ordinato. La morte di Gesù, quindi, rimane, nella storia dei tempi e nella vita della creatura terrena, l'atto d'amore più sublime che un Padre può dare ai suoi figli, offrendo il proprio Figlio per riscattare le colpe degli altri.

        Sia, quindi, questa offerta, un gesto che le generazioni presenti sappiano valutare e rispettare per quanto la creatura della terra deve offrire, in cambio, a questo Dio supremo e grande ma, soprattutto, misericordioso, quando è invocato o chiamato dalle sue creature.

        Gesù che viene calato dalla croce e raccolto dalla Madre sua è il gesto più grande che una donna può fare, quando la sua creatura, ormai inerte, viene adagiata nelle sue braccia.

        Signore, Tu che sei ora accanto a noi, noi Ti preghiamo di ascoltarci, noi Ti preghiamo per tutte le mamme che, come la tua, hanno sostenuto la propria creatura perché uccisa dalla mano dell'uomo, e attraverso quanto l'odierna società gli offre di malefico. Noi Ti preghiamo per queste mamme che non hanno colpa, se non di aver guidato in modo errato i propri figli e, soprattutto, della poca conoscenza della tua persona.

        Noi Ti preghiamo per le mamme ingrate che hanno rifiutato la tua creatura, che hanno abbandonato i propri figli; noi Ti preghiamo per coloro che non hanno fatto proprio l'amore grande della maternità, e la vivono in modo sbagliato. Noi Ti preghiamo, Signore, perché Tu possa, attraverso la Mamma tua, guidare questa gioventù di oggi, questi giovani che non hanno più il senso della vita, che Tu permetti di vivere secondo il proprio arbitrio: o con il bene o con il male.

        Noi Ti preghiamo, Gesù, e la Mamma tua, di essere nella tua dimensione e di vivere come Tu hai vissuto con la Mamma celeste, pronto all'obbedienza, pronto al sacrificio, pronto, soprattutto, a donare amore a chi Te lo chiedeva.

        Gesù, fa' che la tua Mamma sia vicino al nostro cuore, fa' che la tua Mamma ci guidi nel fare nostra ogni creatura che incontriamo, perché non abbia a smarrirsi. Fa', o Signore, che la nostra volontà e il nostro cuore siano sempre al tuo servizio.

 

Nella XIV Stazione

        .... si contempla come il Signore Gesù fu adagiato, dai suoi discepoli, nel sepolcro.

        La fine del dramma del Figlio di Dio è compiuta con questo ultimo gesto. Ma l'uomo della terra chiude, con il suo pensiero scevro dell'amore per il Signore, quanto di meraviglioso Dio ha concesso che si compisse per il genere umano. E così l'uomo-Dio non è ricordato, come meritava che fosse ricordato, nel cuore della creatura, per la quale il Figlio dell'Onnipotente e Altissimo aveva offerto l'olocausto della sua vita.

        La vita di ogni creatura, creata perché voluta da Dio, ha il suo corso naturale che il Signore traccia per ogni creatura nel Libro della vita. Noi dobbiamo vivere la nostra esistenza giorno per giorno, per non distaccarci da quanto desidera, perché voluto dal Signore nostro, da Dio Padre nostro e Animatore di ogni cosa nel cielo e sulla terra.

        Con questo ultimo atto Gesù chiude la sua presenza tra le creature per ritornare, a distanza di secoli, a guidare, a supplicare i suoi fratelli, affinché tornino a Dio con la preghiera, i pensieri e il cuore.

        Dio ha dato a questa generazione ancora una volta il suo Figliuolo, facendolo tornare perché operi ancora per questa umanità così corrotta e sorda alla voce del Signore del cosmo.

        Noi siamo qui, Signore, per aiutarli, Gesù, per collaborare, per avvicinare le tue creature al Padre tuo prima che sia troppo tardi. Signore, noi Ti seguiremo ancora e sempre, perché Tu possa credere nelle nostre promesse, perché Tu possa ascoltare la nostra voce quando Ti imploriamo per noi, per i nostri cari, per tutti quelli che si affidano alla nostra preghiera.

        Noi ci sentiamo indegni, Signore, al tuo cospetto, per le nostre mancanze, per i nostri dubbi, per le nostre ansie, per il nostro egoismo che diventa fonte di astio, di cattiveria verso quelli che non hanno la voce tua e l'amore che una creatura del Signore deve possedere.

        Amaci, Signore, amaci con il Padre tuo, affinché quest'amore ci fortifichi, ci sorregga nelle nostre incertezze e nelle nostre operosità.

        Amaci, Signore, anche se le nostre colpe ci condannano; donaci, Signore, la tua volontà al bene, per servire tutti quelli che aspettano la tua luce, tutti quelli che non sanno chiamarTi, ma che sentono la tua presenza e la tua voce. Opera con noi, Signore, che in questa Stazione sei la Creatura segnata dal dolore; perdona la nostra cattiveria, servici la tua voce per ritrovare in Te la guida sicura da seguire per arrivare al tuo cuore di Padre, e come ad un buon padre chiediamo di perdonare le nostre colpe, come Dio misericordioso Ti chiediamo di servirci il tuo perdono, perché con la tua voce noi affronteremo il domani e con la tua luce saremo pronti a custodire la nostra fede.

 

29    Marzo    1994

 

        D.- Signore, può il tuo Servo Gabriele, servirmi una preghiera da recitare dopo la Via Crucis? Grazie, Signore.

        R.- Io sono Gabriele, il Servo del Signore, pronto a servirti quanto desidera il tuo cuore innalzare al cuore del Signore. Scrivi, quindi, quanto ti detterò:

        "Signore Gesù, Tu che in questo momento carpito sei dalla morte, fa' che risorgendo al mondo, Tu porti noi nel tuo cuore per vivere del tuo spirito, affinché si possano affrontare i giorni che ci hai concesso di vivere in simbiosi con la tua volontà.

         Signore, in questo momento in cui abbiamo terminato di vivere il tuo dolore, nella tua sofferenza terrena, lascia che davanti a Te noi esterniamo tutto il nostro amore: perdonaci, Gesù, per quanto noi in questi anni non abbiamo dato alle creature che ci hai messo sul nostro cammino; perdonaci per le colpe commesse e mai confessate; ascoltaci quando Ti invochiamo, poiché è così raro, in questo nostro vivere quotidiano, essere con Te; aiutaci a sostenere chi ha bisogno, senza far pesare la nostra generosità; dacci, o Gesù, la possibilità di spendere ogni attimo della nostra giornata nel tuo nome, perché noi si possa guardarli in questo momento, e domani, senza arrossire, senza sentirci in colpa per quanto promesso, e non Ti abbiamo dato; salvaci, o Gesù, dalle ricadute quotidiane; purifica il nostro cuore da ogni colpa; sostienici senza farci smarrire; cheta la nostra ansia con il tuo perdono e la tua pace.

         Aiutami, Signore, Te lo sta chiedendo il mio cuore crocifisso da tante impurità, dall'astio, dal vile servilismo del male che spesso coinvolge la mia persona; Ti parlo in questo momento, Gesù, parlo a Te, che hai lasciato questa terra per ritornare al Padre; Ti prego, Gesù, dillo al Padre tuo, diGli di guardarmi con misericordia, con amore, perché io sono un figlio ingrato, che spesso ha tradito la sua voce.

         Gesù, aiutami nella tua risurrezione ad essere con il cuore leggero, a ricevere il bene, perché aiutato da Te, sostenuto dal tuo perdono e dal tuo amore io possa donarlo ai miei familiari, a tutti coloro che sono intorno a me, a coloro che Tu poni sul mio cammino.

         Signore, io sono qui: attendo che la tua mano si posi sul mio capo per camminare sulla strada del bene, per dare bene a chi avvicinandosi a me spera di conquistare il tuo cuore. Gesù, Figlio del Dio della misericordia e del perdono, di' alla Creatura celeste che mi hai messo accanto, di aiutarmi a non sbagliare, di aiutarmi a crescere nell'umiltà, di aiutarmi a servire il prossimo con amore, altruismo e carità.

         Fa' o Signore che la mia sensibilità si affini sempre più per comprendere il fratello che ha bisogno del mio operato, del mio aiuto; benedicimi, Signore, e stendi la tua luce sul mondo intero e sulle creature che lo popolano, perché ritornino a Te con il cuore libero e pronto a fare propria la tua voce". E così sia.

 

 

 

Inno d'amore al Signore.

 

Signore, pietà: Signore, pietà.

Signore, pietà: Signore, pietà.

Signore, pietà: Signore, pietà.

Per le creature che sono lontane dalla tua voce:

Abbi pietà,Signore.

Per coloro che non sono con il tuo cuore:

Abbi pietà, Signore.

Per non aver fatto mia la tua parola:

Abbi pietà, Signore.

Per quanto male ho servito alle creature incontrate sul mio cammino:

Abbi pietà, Signore.

Per non aver fatto mio e dato agli altri il bene che mi hai elargito:

Abbi pietà, Signore.

Per quanto non Ti ho saputo dare in cambio del tuo olocausto:

Abbi pietà, Signore.

Perché finora non ho fatto mio il tuo dolore:

Abbi pietà, Signore.

Per le mie miserie, per le mie colpe che mi hanno portato lontano dal tuo cuore:

Abbi pietà, Signore.

Perdono e misericordia Ti chiedo ora, Signore, perché con Te ho vissuto la tua sofferenza, e con il tuo dolore vi sia anche il mio quando giungerà al cuore del Padre tuo. E così sia.

 

 

Preghiera all'Altissimo Signore Iddio  

 

Dio del creato, Dio del perdono,

Dio della vita,

Dio della grazia,
Dio dell'amore, Dio Ti sussurriamo,
Ascoltaci ora Ascoltaci ora
Che Ti invochiamo. Che pentiti siamo.
        Tu dai la pace         Tu dai la pace
        Quando con il cuore noi Ti parliamo,         Quando con il cuore noi Ti parliamo,
        Quando cantando Te la chiediamo.         Quando cantando Te la chiediamo.
Dio nostra luce, Dio potente,
Dio nostra guida, Dio misericordioso,
Dio nostra forza, Dio clemente,
Ascoltaci ora Ascoltaci ora Che a Te siam tornati.
Che Ti supplichiamo.         Tu dai la pace
        Tu dai la pace         Quando con il cuore noi Ti parliamo,
        Quando con il cuore noi Ti parliamo,         Quando cantando Te la chiediamo.
        Quando cantando Te la chiediamo. Dio Padre,
Dio grande, Sempre osannato,
Dio fedele, Noi Ti chiediamo:
Dio della salvezza, Resta con noi,
Ascoltaci ora Preservaci dal male.
Che Ti imploriamo.         Tu dai la pace
        Tu dai la pace         Quando con il cuore noi la chiediamo;
        Quando con il cuore noi Ti parliamo,         Fonte di amore sei per ognuno di noi,
        Quando cantando Te la chiediamo.         Padre celeste, Padre misericordioso.

 

 

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